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giovedì, 09 giugno 2005

Amici, stanotte ho vomitato robe verdi e marroncine. Questo episodio mi ha fatto ricordare uno dei concetti più interessanti che ho appreso durante gli studi universitari. Generosamente provvedo a condividerlo con voi. Il concetto è questo: il buco del sedere è una conquista evolutiva molto importante. Non ve lo aspettavate, vero? I primi animali non ce l'avevano. Avevano solo la bocca. Per cui, dopo aver mangiato e digerito dovevano vomitare le proprie feci. Immaginate l'alito di questi animaletti? Un vero schifo. Poi, un bel, giorno, una mutazione genetica regalò a uno di questi vermini un buco del sedere. Il fortunato non fu più costretto a vomitare ogni volta, anzi! Poteva mangiare a ciclo continuo! Così si avvantaggiò rispetto agli altri vermi. Crebbe di più e si riprodusse parecchio. Le vermine lo adoravano perché era l'unico senza alito alla merda. Facevano a gara per limonare con lui. Amici, noi siamo i fortunati discendenti di quel vermino. Quando fate la cacca pensateci.
Ora capite perché io e Paolone siamo così felici quando andiamo al cesso? Perché ci sentiamo organismi evoluti.
Se volete so altri interessantissimi aneddoti biologici. Basta chiedere.

postato da: bonobo70 alle ore 15:07 | link | commenti (6)
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lunedì, 06 giugno 2005

Cari amici e care amiche,
torno dalla Grande Mela carico di entusiasmo. Perché come cantava Frank Sinatra in New York, New York: "If you can make it there, you can make it everywhere". Ovvero (traduco per Pasquale), se ce l'ho fatta a sopravvivere una settimana in questa città tentacolare, posso farcela ovunque. Ed è per questo che ho deciso di anticipare le vostre richieste scrivendo la mia personalissima Lonely Planet su New York. L’ho organizzata per argomenti, in modo da renderne più agevole la consultazione. Sono sicuro che l'apprezzerete molto e la troverete assai utile. Amici.
 
Lonely Planet su New York.
A cura del bOnObO.
 
Cessi
A New York i water sono sempre pieni per metà di acqua. Proprio come quando da noi si intasano. In questo modo si evitano le strisciate di pupù tipiche dei cessi italiani (infatti lo scopettino non è presente in nessun bagno della Grande Mela). Quando si fa la cacca occorre essere molto abili nel far sì che le proprie deiezioni si tuffino perpendicolarmente al piano dell’acqua. Altrimenti il risultato è uno schizzo gelido sul sedere. Ma quando, dopo giorni di pratica, si riescono a produrre tuffi degni di Cagnotto, la soddisfazione è grande.
Infine, quando si tira lo sciacquone l’acqua contenuta nella tazza comincia a girare vorticosamente insieme alle nostre produzioni e alla carta igienica, per poi sparire nelle fogne. Uno spettacolo coreografico che da solo vale il viaggio.
 
Bagni pubblici
Non esistono. L’unico modo per fare la pipì è entrare in un locale, consumare qualcosa e sfruttare i servizi annessi. Solo che in America, come si sa, tutto è oversize. Per questo qualunque bibita ordiniate ve ne arriveranno due litri. Così per fare la pipì siete costretti a riempirvi la panza di liquidi. Che poi passano nella vescica. Per cui dopo mezz’ora avete ancora bisogno di un bagno. Praticamente un incubo circolare senza via d’uscita.
 
Immondizia
Anche nei quartieri fichissimi del centro ci sono cumuli di immondizia per strada. Proprio come a Napoli! E l’odore si spande tutt’intorno, rendendo più umana questa giungla di cemento e vetro.
 
Topi
Pare che siano presenti a Manhattan in un numero preoccupante. Noi ne abbiamo visto uno morto sul marciapiede. In metropolitana, poi, ci sono cartelli con su scritto “Attenzione! Veleno per topi”. Altri cartelloni invitano la popolazione a cooperare per limitare il problema. Anche a scarrafoni sono messi molto bene. Poi ci sono un sacco di piccioni isterici che volano ad altezza uomo senza farsi problemi. Insomma, a New York non sarete mai soli.
 
Tope
Se si è single, consiglio vivamente di munirsi di infradito e di noleggiare un cane da passeggio. Così addobbati, avendo cura di pettinare il ciuffo all’ultima moda, occorre recarsi nel parco del Greenwich Village, dove si potrà incontrare la più alta concentrazione di gnocche della East Cost. Per resistere mi sono dovuto appellare al potere dell’Anello (nuziale). In alternativa, a pochi isolati di distanza, c’è la via dei busoni. All’inizio della stessa è possibile ammirare la statua di quell’illuminato generale yankie che affermò: “L’unico indiano buono è l’indiano morto”. Io mi ci sono fatto fare una foto vicino. Faccio notare che nello stesso paragrafo sono riuscito ad essere al contempo omofobo e razzista.
 
Moda
Di rigore le ciabatte infradito e l’iPod. Se vi presentate con un lettore MP3 qualunque ci fate la figura da sfigati. Ma il top dello sfigato è il sandalo Birkenstock chiuso color azzurro.
 
Sport
Tutti fanno jogging a Central Park. Anche vecchietti e vecchiette con osteoporosi e aneurisma pronto a esplodere. In alternativa ci sono i Rollerblade e la bici. Ricordatevi che se siete in Rollerblade dovete superare tutti quelli a piedi. E che se siete in bici dovete superare tutti quelli in Rollerblade. Altrimenti ci fate la figura da gini.
 
Mance
È obbligatorio dare una mancia del 15-20%. Se no i “fuck off” piovono che è un piacere. Il problema è calcolare a mente e velocemente la cifra da dare, ma dopo un po’ ci si abitua. Ma come comportarsi con in servizi gratuiti? Per esempio, il pulmino gratuito dell’albergo? Come calcolare la mancia? Io me la cavavo con uno spavaldo dollarone (spesso anche in monetine) e facevo sempre la mia porchissima figura.
 
Accenti
A New York non sentirete nessuno parlare inglese con la pronuncia oxfordiana. Troverete il negher con l’accento da negher. Troverete l’indiano con l’accento indiano. Troverete il sudamericano con l’accento sudamericano. Troverete l’italiano con l’accento italiano. Per cui a Manhattan si parla inglese senza inibizioni e senza complessi. A patto di evitare la fastidiosa cadenza barese.
 
ER
Emma è talmente appassionata del telefilm americano ambientato in un pronto soccorso da farsi venire uno sfogo cutaneo pur di poter entrare in un vero ER! Che bella esperienza! Ci siamo messi in coda in un triage sovraffollato. Ma poi, da bravi Italiani, siamo riusciti a sgattaiolare dentro scavalcando un sacco di malati veri. Che delusione: non c’era traccia del dottor Green. E nemmeno del dottor Kovac! Non c’era nemmeno il ciccione che accoglie i malati e nei 15 minuti che siamo rimasti dentro non hanno intubato nessuno. Per cui vi sconsigliamo vivamente questa visita: piuttosto andate allo zoo di Brooklyn.
 
Chinatown
Altro che Paolo Sarpi! 150.000 cinesi, ma veramente cinesi, riuniti in un quartiere in cui non c’è una scritta in caratteri occidentali. Solo ideogrammi incomprensibili, una folla indescrivibile, odori inconfondibili, negozi assurdi. Pasquale: secondo me un bilocale qui lo trovi…
 
Souvenires
Cosa c’è di più bello, dopo un lungo viaggio, di tornare a casa carichi di doni per i propri amici? New York offre mille possibilità per acquistare regali preziosi e indimenticabili. Amici, scusatemi, ma non ho potuto accontentarvi tutti. Ho scelto uno tra di voi. Un privilegiato che beneficerà di un prestigioso ricordo comprato proprio per lui in un esclusivo negozio di Times Square. Questo privilegiato è Paolone, scelto tra tanti per un semplice motivo: mi ha chiesto sfacciatamente un souvenire per impreziosire la sua casa nuova. Amici, sono lieto di annunciarvi che consegnerò questo dono a Paolone in occasione della cena del 48 + Fabforuzoccole. Amici.
 
 
postato da: bonobo70 alle ore 15:24 | link | commenti (16)
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